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dia projection on the floor

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L’opinione Aprile 1996 di Gianluca Marziani

EPIDERMIDE FATTA DI BIANCO ASSULUTO

Dopo la mostra “Devo” continua, presso la sala quadrata della Galleria Giulia, il momento dedicato ai giovani artisti della scena nazionale. Oggi è la volta di Daniela Perego, presentata da Ludovico Pratesi e autrice di un’installazione fatta di eleganza, silenzi e frammenti sottili. Sul soffitto è proiettata un’immagine verticale dove i due corpi sono epidermide aderente, una sorta di unico corpo illuminato da un bianco glaciale e alieno; a terra si vede una sottile striscia d’argento, illuminata nella sua intera lunghezza in contrasto con l’oscurità dell’intera stanza. Quella in alto è costruzione di architetture minime, senza corpo apparente e organicamente smembrata; una specie di orma luminosa della forma iniziale, che nel corso di una sintesi tra luce pura, fotografia e certo cinema, è diventata la proiezione assoluta del gesto corporale. In basso si scende nella linea che sembra taglio fontaniano sul pavimento ma anche vagina, inizio della creazione che arriva su corpo del soffitto e torna, immancabilmente, nella fessura alle porte di un lungo vuoto riproducente. La fiorentina Perego lavora nel silenzio e ama questo vuoto dove le sue figure riprendono corpo e respiro, dove la pelle si tramuta in bianconero e un gesto come l’abbraccio fra due corpi avvolge le anonime pareti nell’universo assoluto della libertà fisica.

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